E' freddo. Mi trovo in una villa buia, non è mia. Leggo un nome. Foster.
Non mi dice nulla, il nome Foster:
Mi sento bruciare dentro, ogni volta che leggo quel nome, che sta scritto ovunque. Sui mobili, sul letto. Sento un bruciore allo stomaco, come se la mia anima bruciasse. Ma non capisco il motivo.
Poi, cado dalle scale. O mi hanno spinto?
Qualcuno mi ha spostato, mi ritrovo su un letto, nudo. Sono pieno di tagli, qualcuno anche grave, sanguino. Mi hanno rovinato i tatuaggi. Ci tengo così tanto ai miei tatuaggi. Sanguino.
Sangue. Sangue dappertutto.
Mi alzo dal letto, e mi siedo all'angolo della stanza, accanto ad una candela dalla fiamma verde.
Non capisco che mi succede, ma sento un buco nello stomaco, come se dovessi colmare un vuoto dentro di me. Sanguino ancora. Noto ora i tagli, non sono tagli normali, sono scritte. Foster.
Ma chi è questo Foster che mi fa sanguinare?
Sento questo buco nero che mi tormenta.
Sto impazzendo.
Voglio morire. Trovare la pace che non ho.
Ti prego aiutami. Foster.
Vienimi a prendere.
Chi sei Foster?
Poi lo vedo, fuori dalla finestra.
Mark, che galleggia. Però, sono interdetto. Mi trovo nello spazio?
Se lui è Mark, io chi sono? Kismet?
Non ci capisco niente, sono veramente, veramente in confusione.
Mi avvicino alla finestra.
Lui mi guarda con.. indifferenza? Disprezzo?
Non riesco a capire. Continua a fissarmi, fisso, poi sento una presenza dietro di me, gelida.
Ho paura, ma mi giro. Di nuovo lui, dietro un muro. No, è un vetro.
Cosa vuole?
Bussa quattro volte sul vetro, che si crepa. I miei tagli bruciano, quelli con la scritta Foster si gonfiano. Sta cercando di aiutarmi, questo Foster?
Mi alzo, inizio a correre. Mark mi spaventa.
Dimostra quanti, quaranta, cinquant'anni?
Forse si, ma ho paura del suo sguardo, dei suoi occhi, così lucidi, così vecchi.
Ha gli occhi molto più vecchi rispetto all'età che dimostra, forse è quello a terrorizzarmi.
Scappo da una porta, e corro ad occhi chiusi, ma mi ritrovo in un posto diverso.
In mezzo ad una strada, vestito con l'abito. In mano una lettera. Ti seguo sempre. C. Foster.
Cosa vuole fa me?
Mi sveglio.
Charlotte dorme accanto al mio letto. Il sogno mi ha detto una cosa:
Non lasciartela sfuggire.
Ora vi spiego come sono gli uomini, veramente. Tutti, normali, schivi, timidi, alpha.
Le donne ci adopereranno, siamo fragili, e ci devono maneggiare con cura.
Siamo fatti di briciole, tenute da orgoglio e paure.
Le donne, sono tutte belle, ma la loro bellezza è uno scotto. Pagheranno per ogni cosa ottenuta.
Le donne devono essere forti con noi uomini, perché dipende tutto da loro.
Le donne sono l'amore, il calore, che noi uomini avremo.
Gli uomini hanno l'anima? Si, ma non tutti la usano per capire le donne.
Possono essere dolci? Si, ma molti lo sono solo quando sono soli, senza scappatoie.
Queste parole, erano quelle che mi ripetevo negli anni 60.
Tempi bellissimi, ero costantemente sotto lsd.
Invece, nella mia amata Londra, ero totalmente dipendente da oppio.
Durante gli anni 20, ho provato eroina e cocaina.
Ora, fumo solo.
Ma riflettendoci, la mia dipendenza si è appena spostata sulla donna che dorme al mio fianco.
Ma la dipendenza da cosa? Da lei? Dall'idea di lei? Dall'idea dell'amore? Sono tanti gli interrogativi, ma alla fine dei conti, è importante la risposta?
Non avrò mai risposta.
Poi, non è tanto dipendenza che non posso stare senza di lei, non sono quel tipo di uomo colla.
La dipendenza è data da un fatto:
La sua sola presenza, placa i fantasmi dentro di me, la sua vicinanza, mi addolcisce, abbatte l'abisso che cavalco, brucia la mia anima, ma dolcemente. E' l'ossigeno che vorrei respirare si, ma non per vivere, per sopravvivere.
Questa differenza è importante, perché dal mio punto di vista, differenzia l'amore dall'ossessione.
Perché l'ossessione, è alla fine, la prova della dipendenza affettiva, e la dipendenza affettiva non è mai amore, è una malattia.
Ed io sono sanissimo, su questo, non ci piove.
Poi, sono dell'idea, che, avendo provato le dipendenze sulla mia pelle, si rischia troppo, l'uomo nasce libero e muore nella dipendenza, ed ogni dipendenza è cattiva, che sia droga, nicotina, alcol o idealismo. Io in vita mia ho preso solo una posizione politica, quando mi rifiutai di mangiare gli spinaci per dodici ore, da piccolo.
Inoltre, sono uomo di cultura, e quella è l'unica droga che crea dipendenza, e ne sono orgoglioso, sono un curioso per natura.
Le uniche dipendenze, ormai, sono solo le mie regole, una su tutti, mai uccidere una persona, se questo comporta toglierle la vita.




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