Mi hanno consigliato di scrivere di tutto, di non concentrarmi solo su sentimenti negativi di tristezza, ma anche su qualche pensiero positivo, o neutrale, proprio come se dovessi scrivere una autobiografia.
Da dove iniziare? Ne avrei di cose interessanti da raccontare, di aneddoti, di gente che ho conosciuto.
Quindi, ho deciso di iniziare da una storia che mi ha perseguitato per molto tempo. E la parte positiva? Io vivo i sensi di colpa su tutto, difficilmente troverete parti realmente positive, o non totalmente bianche. Sono un agente dell'equilibrio, vivo nel mezzo, ed il mezzo non è di un colore, ma sono tutte sfumature.
Insomma, conoscete la storia della seconda guerra mondiale vero?
Lavoravo per la MI5 e mi hanno spedito a fare il doppio gioco, lavorando per Josef Mengele, sotto al nome di Franz Von Haimer. Avevo detto che non sarebbe stato un racconto piacevole. Prima però vi devo raccontare bene la storia dell'agente dell'equilibrio, e visto che voglio parlare solo delle cose che mi vengono in mente, voglio parlare solo del suo funzionamento, non delle origini.
In sostanza, come agente dell'equilibrio, ho il dovere, il compito, che si potrebbe definire sacro, se mi passate questo temine, di vigilare appunto sull'equilibrio nel mondo, non tanto tra bene o male, ma tra caos ed ordine. Direte voi, cosa fa di male la legge, l'ordine? Ecco, Adolf Hitler era un Agente dell'ordine, malvagio.
Quindi, aprendo una parentesi su Mengele, quel mostro, non posso che assumermi le mie colpe. Ho lavorato con lui e per lui, e per onesta intellettuale, ammetterò di non aver fatto del bene. Ho fatto il male minore. Ero agente di copertura per il MI5, non potevo fare di testa mia, inoltre, mi era stato suggerito, come agente dell'equilibrio, di seguire del direttive del MI5, perché adatte a me.
Insomma, Josef sperimentava su poveri bambini, io alcuni li ho salvati, o almeno ho tentato. Ma quando sono arrivato, molti erano già condannati. Ho fatto quello che avrebbe fatto chiunque. Non me ne vergogno, ma me ne colpevolizzo, di aver dato loro una rapida morte. La mia colpa è quella di non esser entrato prima nelle grazie di Mengele, a causa del mio carattere. Ma, cosa avresti fatto te, lettore, tra uccidere un bambino con lo stomaco aperto, e lasciarlo con lo stomaco aperto, nella speranza che quel mostro schifoso non faccia nulla? Non serve risposta, la storia conosce Mengele, sapete che ho fatto bene.
Ma in questa pagina, non parlerò di Mengele, mi fa venire il voltastomaco. Voglio solo svelare la fine di Adolf Hitler. Si, era un occultista, come dicono molti libri di storia. Il 30 aprile del 1945, non si suicidò nel suo bunker con una pistola.
30 aprile, nel Bunker, assieme ad Eva, tenta di evocare qualcosa, tramite i suoi strumenti, ma è un misero occultista, non riesce a fare un granché, è capace solo di usare gli oggetti.
Lo raggiungo nel bunker, non è una questione personale, e non combatto per la pace nel mondo, combatto per l'equilibrio.
I toni si fanno accesi, ed arriviamo alle mani. Ha armi potenti, artefatti arcani di pregiata fattura, ma io sono il Dottor Kismet. Ma Hitler, ha un incantesimo potente addosso, e sostanzialmente, non solo evita tutti i miei colpi, Eva Braun, la bastarda, inizia a spararmi, ed io ho quasi finito le energie.
Mi ricordo questo dialogo, mentre con una sorta di arco di legno, inizia a spararmi fulmini.
Herr Doktor maledetto!
Eh si, sono qui.
Io e te siamo simili.
Io intanto, esco dal mio nascondiglio. Mani in alto, vediamo se riesco ad ingannarlo. Il problema non è lui, ma Eva Braun, che mi mira con un fucile molto, molto grosso.
Simili?
Mi sei superiore solo in un aspetto!
Quale Adolf?
Sei migliore a morire!
E mi spara con l'arco, un fulmine mi colpisce. Ma sapete, io ho un buon rapporto con l'elettricità. Il fulmine mi piega, ma non mi spezza. Rapido, colpisco con un fantastico incantesimo Eva, che inizia a soffrire l'acido sulla pelle. Poi, terrorizzata, inizia a sparare all'impazzata. Rompe l'arco, spara ad un ginocchio ad Adolf, poi in preda al terrore, si punta la pistola alla testa.
Fermati ti prego.
BOM.
Non sono riuscito a fermarla. Poco male, ma soffro nel vedere una vita spegnersi. Soffro comunque nel vedere la violenza. Adolf mi guarda, ferito.
Chi sei tu per cambiare la storia?
Sono Il Dottor Kismet, Maestro delle arti mistiche, Agente dell'Equilibrio. Ed io non ti farò nulla.
Tu sei la dimostrazione.
Di cosa?
Che le emozioni uccidono.
Io non provo emozioni.
Infatti non ti sporcherai te le mani vero?
Ha ragione. Il fucile di Eva vola nelle mie mani, rimane un solo colpo in canna.
Puoi scappare, potresti riuscirci. Il Destino è nelle tue mani.
Poi, conoscete la storia.
Questo l'ho scritto perché... voglio far capire in cosa consiste il lavoro di un agente dell'equilibrio. E si, per un periodo non ho provato emozioni, mi sono racchiuso in un bozzolo, guardando l'umanità dall'alto in basso. Ora le provo di nuovo, e rischio di crollare sotto il peso, ma sarà un capitolo diverso da questo.
Si, forse dovevo metterci più enfasi per il combattimento. Ma no, questa è una pagina per quelli interessati ai tecnicismi.
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