La vita ti pone di fronte a scelte, giuste, sbagliate, ma non sono sempre tutte influenti. Non credete a chi massimizza sempre, dicendo che una volta presa una via, non si possa tornare indietro. Se ci sono due vie, poi passate in mezzo, poi mi direte.
Cosa significa cadere? Lo sappiamo tutti, non è necessaria troppa filosofia.
Però, una cosa bisogna dirla: Non è importante cadere, non c'è nulla di male, capita, ma molti sbagliano nel rimanere a terra. Spesso chi cade dall'altro, perché cade con più dolore.
Immaginate la scena. Una persona arriva, dobbiamo parlare dice, tu ti agiti, ma lei continua, è solo un discorso.
La persona sorride, ma tu non la segui, tra sensi di colpa e paure, guardi fuori dalla finestra, perché sei venuto, ti chiedi. Dove hai sbagliato, continui a chiederti. La voce inizia ad alzarsi, ma tu non replichi, tieni un tono basso, perché nel tuo intimo, sai di aver sbagliato qualcosa. Ora, in quella delicata situazione, devi decidere che strada percorrere, la strada che potrebbe aggiustare la situazione, o quella che potrebbe romperla definitivamente.
Perché sei venuto, ti chiedi.
Questo è solo un esempio, leggero, di caduta.
Io ripeto sempre un mantra, per darmi sicurezza: Sono Kismet, agente dell'equilibrio, e maestro delle arti mistiche. Ma è un mantra che ripeto ad alta voce, gli altri, rimangono nel mio cuore, per non farmi crollare sotto il peso del mondo.
Tu che leggi, vai avanti duro, percorri quella strada rocciosa, con le buche, cammina audace, seguendo il tuo credo, la tua logica, la tua natura.
Sono stato odiato, disprezzato, calunniato e ridicolizzato.
Ho dovuto lottare per trovare il mio posto nella vita, ho mangiato la peggiore parte che questo mondo può offrire. Ma non mi sono abbattuto, ho conservato una rabbia ardente, senza sfogarla in violenza, per rimare vivo.
Ti diranno che sei finito, che non sei nessuno, che stai prendendo una strada che ti farà perdere, che non puoi sognare. Sapete cosa? Io ora sono su una cima di una montagna.
Questo mio scritto è da dedicare a Susan, una delle più grandi eroine che il mondo abbia mai conosciuto. No, ma una delle più grandi eroine che io abbia mai conosciuto.
Solare, simpatica, ingenua, e forte. Allo stesso tempo fragile, con tanti problemi. Quando l'ho conosciuta, mi ero posto in modo molto cortese, per cercare di aiutarla. E' la mia natura da medico. Poi l'ho conosciuta più a fondo. Si, sapete cosa penso di lei, la mia "antipatia" (Capitolo 4), ma una antipatia non può cancellare il resto, dopotutto, siamo adulti e vaccinati.
Millenium City ha perso la sua più grande eroina, ha perso un elemento fondamentale della città. Forse, in modo inconscio, anche io ho perso qualcosa. E non lo dico solo perché vedo Charlotte così abbattuta.
Non era mia amica, ma in qualche modo, l'ho sempre sentita come tale. Non sono capace di spiegare cosa provo adesso. Dolore, tristezza.
Nonostante abbia riscoperto da poco una gamma di sentimenti da tempo assopiti, posso dire con certezza che sono veramente dispiaciuto e triste. Potrei piangere anche dal dolore, non sentite i maschi alpha, che negano le lacrime dei sentimenti, piangere è nella nostra natura, solo che io non ci riesco ancora. Tutti i miei traumi ancora mi perseguitano.
Il mio cuore è stato immerso in un tino di Whiskey, appeso in un affumicatoio per qualche mese, e poi gettato sull'autostrada.
Ma io conosco il dolore, tutte le sue forme. Una fitta, poi inizia l'amarezza. Poi, non ignori più la fitta, ed il dolore cancella tutti gli altri pensieri, il mondo sparisce. Siamo noi a doverlo combattere. Lo anestetizziamo, lo accettiamo, lo elaboriamo, lo ignoriamo. Ci conviviamo. Dobbiamo fare un respiro profondo, ed aspettare che il dolore si nasconda da qualche parte. La maggior parte delle volte, lo puoi sopportare, ma poi, a volte, ti afferra, quando meno te lo aspetti ti colpisce sulle palle.
Ma quando parli di dolore, devi parlare di sopravvivenza. E si, la sopravvivenza dipende da come ti rialzi.
Susan, era una combattente. Non un soldato. Il soldato esegue ordini, senza chiedersi perché. I combattenti, cercano ragioni per combattere. Era una combattente nata. Non un soldato, il soldato è un misero fine politico.
Susan è entrata, in modo particolare, nella mia intimità. Intimità: "Tieni cuore, vita ed anima", messi dentro ad un kebab. L'intimità si divide in parenti, amici, e romanticismo. Charlotte ha tutto il romanticismo. Susan? Non ne ho idea, non so se posso piazzarla tra gli amici, ma la sensazione è quella.
Come diceva Hugo, morire non è nulla, è non vivere che è spaventoso. E nonostante la morte violenta, Susan ha vissuto, ed è morta in modo eroico.
Ma certo, subire una perdita in un giorno così bello, con questo cielo blu, è una orrenda contraddizione, tra l'armonia dell'universo, ed il dolore di vivere.
Non riesco più a scrivere, tanto, sono stanco, afflitto, triste.
Susan è caduta, ma ha sempre avuto il coraggio di rialzarsi, gloria a Susan.
E' sera, e le cicale si fanno sentire. Il canto delle cicale è una veglia funebre triste, ma bellissima.
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